Mi hanno diagnosticato una scoliosi: cosa significa e cosa devo sapere adesso
- 15 ore fa
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LA COLONNA VERTEBRALE IN PAROLE SEMPLICI
Ricevere una diagnosi di scoliosi significa che la colonna vertebrale presenta una deformità tridimensionale, caratterizzata non soltanto da una curvatura laterale ma anche da una rotazione delle vertebre. La diagnosi, però, non dice ancora se la scoliosi sia lieve o importante, se possa peggiorare o se richieda un trattamento. Per comprenderlo bisogna considerare età, gradi della curva, tipo di scoliosi, sintomi, evoluzione nel tempo ed equilibrio complessivo della colonna vertebrale.
Leggere per la prima volta la parola “scoliosi” su un referto genera quasi inevitabilmente altre domande.
Quanto è grave?
Quanti gradi ho?
Peggiorerà?
Il mio mal di schiena dipende dalla scoliosi?
Dovrò essere operato?
Sono domande comprensibili.
Ma prima di cercare una risposta è importante chiarire un punto:
“scoliosi” è il nome della deformità, non descrive ancora completamente la situazione della persona che la presenta.
Due pazienti possono avere entrambi una scoliosi e trovarsi in condizioni molto differenti.
Vediamo quindi che cosa significa realmente questa diagnosi.
Scoliosi: che cosa significa in parole semplici?
Spesso si pensa alla scoliosi come a una colonna vertebrale semplicemente "storta".
È una definizione incompleta.
La scoliosi è una deformità tridimensionale della colonna vertebrale.
Questo significa che le vertebre non si limitano a deviare lateralmente.
Possono anche ruotare e modificare il normale allineamento della colonna.
Per questo osservare soltanto la curva che appare su una radiografia non permette di comprendere completamente la deformità.
La prima traduzione della diagnosi potrebbe quindi essere:
la mia colonna vertebrale presenta una deformità che deve essere valutata nel suo insieme.
Mi hanno diagnosticato una scoliosi: devo preoccuparmi?
Non necessariamente.
La presenza di una scoliosi non significa automaticamente avere una malattia grave e, soprattutto, non significa automaticamente dover affrontare un intervento chirurgico.
Esistono scoliosi di entità molto differente.
Alcune vengono semplicemente controllate.
Altre richiedono un trattamento durante la crescita.
Altre ancora diventano clinicamente importanti soprattutto nell'età adulta, quando alla deformità possono associarsi fenomeni degenerativi, dolore o alterazioni dell'equilibrio della colonna vertebrale.
La domanda corretta non è quindi soltanto:
"Ho la scoliosi?"
ma:
"Quali caratteristiche ha la mia scoliosi?"
Quanti gradi deve avere una scoliosi?
La scoliosi viene misurata sulla radiografia attraverso il cosiddetto angolo di Cobb.
Convenzionalmente si parla di scoliosi quando la curva misura almeno 10 gradi ed è presente la componente rotatoria della deformità.
Il numero dei gradi è importante.
Permette di quantificare la curva e, confrontando radiografie eseguite in momenti differenti, di valutarne l'eventuale evoluzione.
Ma uno degli errori più frequenti è pensare che un singolo numero possa descrivere completamente la gravità di una scoliosi.
Non è così.
Scoliosi di 20, 30, 40 o 50 gradi: quando bisogna preoccuparsi?
È una delle domande più naturali dopo aver letto il proprio referto.
Il numero dei gradi è certamente importante, ma deve essere interpretato insieme ad altri elementi.
Una curva deve essere valutata considerando, tra l'altro:
età del paziente;
crescita residua nell'adolescente;
localizzazione della curva;
caratteristiche della deformità;
eventuale progressione;
equilibrio della colonna vertebrale;
sintomi;
limitazioni funzionali.
Una scoliosi di un determinato numero di gradi in un adolescente ancora in crescita rappresenta quindi una situazione diversa dalla stessa misurazione riscontrata in una persona adulta.
I gradi sono una parte della diagnosi. Non sono tutta la diagnosi.
Perché mi hanno chiesto una radiografia in piedi?
Perché la colonna vertebrale deve essere osservata anche mentre sostiene il peso del corpo.
Le radiografie in posizione eretta permettono di studiare non soltanto la curva, ma anche l'allineamento complessivo della colonna e il suo rapporto con il bacino.
In determinate situazioni possono essere necessari ulteriori approfondimenti.
Abbiamo spiegato nel dettaglio come si diagnostica la scoliosi, quali esami servono e cosa si vede dalla radiografia.
La scoliosi può peggiorare?
Può accadere, ma non tutte le scoliosi peggiorano e non tutte hanno la stessa probabilità di evolvere.
Nell'adolescente uno degli elementi fondamentali è la crescita residua.
Nell'adulto il problema è differente.
Una scoliosi presente da molti anni può modificarsi nel tempo e alla deformità possono aggiungersi degenerazione dei dischi e delle articolazioni, perdita di altezza discale e modificazioni dell'allineamento.
Esistono inoltre scoliosi che compaiono direttamente nell'età adulta in relazione ai fenomeni degenerativi.
Per questo sapere quando è comparsa la scoliosi è una parte importante della diagnosi.
Che differenza c'è tra scoliosi dell'adolescente e scoliosi dell'adulto?
La parola è la stessa.
Il problema clinico può essere molto diverso.
Nell'adolescente l'attenzione riguarda soprattutto la crescita e il rischio di progressione della deformità.
Nell'adulto possono diventare particolarmente importanti altri aspetti:
degenerazione dei dischi;
artrosi delle articolazioni vertebrali;
dolore;
stenosi;
compressioni nervose;
capacità di camminare;
progressiva perdita dell'allineamento.
Una scoliosi presente dall'adolescenza può inoltre arrivare all'età adulta con caratteristiche molto differenti da una scoliosi degenerativa comparsa più tardi.
Per questo “scoliosi dell'adulto” non significa semplicemente essere adulti e avere una curva.
Il mal di schiena dipende dalla scoliosi?
Non necessariamente.
Questo è un altro punto fondamentale.
Il mal di schiena è estremamente comune anche nelle persone che non hanno una scoliosi.
Allo stesso tempo, soprattutto nell'adulto, una deformità vertebrale può associarsi a degenerazione dei dischi, sovraccarico delle articolazioni, stenosi o alterazioni dell'equilibrio.
La domanda clinica diventa quindi:
il dolore è realmente collegato alla scoliosi oppure esiste un'altra causa?
Attribuire automaticamente ogni dolore alla curva può portare a interpretazioni sbagliate.
Sintomi, visita e immagini devono essere considerati insieme.
Perché alcune persone con scoliosi tendono a piegarsi in avanti?
Perché nella valutazione moderna delle deformità vertebrali non viene considerato soltanto ciò che vediamo frontalmente.
È importante osservare anche il paziente di profilo.
Qui entra in gioco un concetto chiamato equilibrio sagittale.
Quando questo equilibrio viene progressivamente perso, il corpo cerca di compensare modificando la posizione del bacino, delle anche e talvolta delle ginocchia per riuscire a mantenere la posizione eretta.
È il motivo per cui alcune persone iniziano progressivamente a camminare sempre più piegate in avanti.
Nella scoliosi dell'adulto questo aspetto può diventare importante quanto la curva stessa.
Due persone con gli stessi gradi di scoliosi hanno lo stesso problema?
No.
Ed è uno dei concetti più importanti da comprendere.
Immaginiamo due persone con una curva apparentemente simile.
Una mantiene un buon equilibrio, cammina normalmente e presenta pochi sintomi.
L'altra fatica a rimanere in piedi, ha dolore, presenta fenomeni degenerativi importanti e utilizza numerosi meccanismi di compenso per mantenere l'equilibrio.
Il numero scritto sulla radiografia può essere simile.
La situazione clinica non lo è.
Per questo la moderna valutazione delle deformità vertebrali considera la persona nel suo insieme e non soltanto l'angolo della curva.
Una diagnosi di scoliosi significa che prima o poi dovrò operarmi?
No.
La maggior parte delle diagnosi di scoliosi non conduce automaticamente alla chirurgia.
Il trattamento dipende dal tipo di scoliosi, dall'età, dai sintomi, dalla progressione, dall'equilibrio della colonna vertebrale e dalle conseguenze funzionali.
Quando indicato possono essere utilizzati trattamenti conservativi e programmi specifici.
La chirurgia viene presa in considerazione soltanto in situazioni selezionate.
Anche quando la deformità è importante, la decisione non dovrebbe nascere semplicemente dal numero dei gradi.
Quando una scoliosi dell'adulto richiede una valutazione chirurgica?
Una valutazione chirurgica può diventare opportuna quando la deformità è associata a problemi clinicamente rilevanti.
Tra gli elementi che possono richiedere particolare attenzione vi sono:
progressione documentata della deformità;
dolore importante e persistente;
significativa perdita dell'equilibrio;
riduzione della capacità di stare in piedi o camminare;
compressioni neurologiche;
importante limitazione delle normali attività.
Ma valutazione chirurgica non significa automaticamente intervento.
Significa stabilire quale sia il problema, quanto incida sulla vita della persona e quali possibilità terapeutiche siano appropriate.
Operare una scoliosi significa semplicemente raddrizzare la colonna vertebrale?
No.
Questo è forse il punto che meglio descrive come è cambiata la chirurgia delle deformità vertebrali.
L'obiettivo non consiste nell'inseguire una radiografia perfettamente diritta.
La pianificazione deve considerare anatomia, equilibrio, flessibilità della deformità, qualità dell'osso, strutture nervose e caratteristiche del singolo paziente.
La chirurgia della scoliosi è profondamente cambiata negli ultimi vent'anni, anche grazie a una pianificazione più approfondita e alla possibilità, nei casi appropriati, di utilizzare strategie meno invasive.
Dalla parola
“scoliosi” alla comprensione della propria scoliosi
Ricevere una diagnosi è soltanto l'inizio.
Sapere di avere una scoliosi non significa ancora sapere:
quanto sia importante, se stia evolvendo, se sia responsabile dei sintomi e quale trattamento sia eventualmente necessario.
La moderna valutazione delle deformità vertebrali cerca proprio di rispondere a queste domande.
Non soltanto:
"Quanti gradi misura?"
Ma anche:
"Come funziona questa colonna vertebrale? È equilibrata? Sta cambiando? E quali conseguenze produce nella vita della persona?"
È questo passaggio dalla semplice diagnosi alla comprensione della deformità che permette di costruire un percorso realmente personalizzato.
FAQ – La scoliosi in parole semplici
Cosa significa avere la scoliosi?
Significa avere una deformità tridimensionale della colonna vertebrale, caratterizzata da una curvatura laterale associata alla rotazione delle vertebre.
Da quanti gradi si parla di scoliosi?
Convenzionalmente si parla di scoliosi quando l'angolo di Cobb è pari o superiore a 10 gradi, insieme alla componente rotatoria della deformità.
Una scoliosi lieve può peggiorare?
Può accadere, ma non tutte le scoliosi evolvono. Età, crescita, caratteristiche della curva e altri fattori contribuiscono al rischio di progressione.
Avere la scoliosi significa avere mal di schiena?
No. Una scoliosi può essere asintomatica e il mal di schiena può avere numerose altre cause. Nell'adulto è importante valutare anche eventuali alterazioni degenerative associate.
La scoliosi dell'adulto è uguale a quella dell'adolescente?
No. Nell'adulto entrano in gioco anche degenerazione, equilibrio sagittale, eventuali compressioni nervose, dolore e capacità funzionale.
Quanti gradi di scoliosi servono per essere operati?
Non esiste un singolo numero valido per tutti. L'indicazione chirurgica dipende dalla deformità nel suo complesso, dalla sua evoluzione, dai sintomi, dall'equilibrio della colonna vertebrale e dalle condizioni del paziente.
Tutte le scoliosi devono essere operate?
No. La chirurgia viene presa in considerazione soltanto in casi selezionati e quando esiste una reale indicazione.
Come si diagnostica la scoliosi? Quali esami servono e cosa si vede dalla radiografia → /post/come-si-diagnostica-la-scoliosi-quali-esami-servono-e-cosa-si-vede-dalla-radiografia
Perché alcune persone camminano sempre più piegate in avanti? → /post/perché-alcune-persone-camminano-sempre-più-piegate-in-avanti-la-risposta-potrebbe-essere-nella-colo
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