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Scoliosi operata anni fa: perché possono comparire nuovi problemi alla colonna?

  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 7 min
Essere stati operati di scoliosi molti anni fa non significa necessariamente che la colonna vertebrale rimanga immutata per tutta la vita.Un intervento eseguito durante l’adolescenza o nella prima età adulta può aver ottenuto una buona correzione della deformità e aver garantito stabilità per decenni.
Scoliosi

Nel frattempo, però, il paziente invecchia e anche i segmenti della colonna non interessati dalla precedente chirurgia continuano il loro naturale processo di evoluzione.

Per questo motivo, la comparsa di dolore o di nuovi disturbi a distanza di molti anni non significa automaticamente che il precedente intervento per scoliosi abbia fallito.

Comprendere che cosa sia cambiato richiede una valutazione dell’intera colonna vertebrale e non soltanto della zona precedentemente operata.

Cosa succede alla colonna molti anni dopo un intervento per scoliosi?

Gli interventi eseguiti per correggere una scoliosi importante prevedono generalmente la stabilizzazione di una parte della colonna mediante un’artrodesi vertebrale.

L’obiettivo è ottenere una correzione adeguata della deformità e mantenere nel tempo la stabilità dei segmenti trattati.

I segmenti vertebrali non compresi nell’artrodesi continuano però a essere mobili e, con il passare degli anni, possono andare incontro ai normali fenomeni degenerativi che interessano dischi intervertebrali, articolazioni e strutture di sostegno.

Il significato di questi cambiamenti deve essere valutato caso per caso.

Due pazienti operati apparentemente nello stesso modo possono infatti presentare, a distanza di venti o trent’anni, situazioni completamente differenti.

Dolore dopo molti anni: significa che l’intervento non ha funzionato?

No, non necessariamente.

Questo è un punto importante perché chi è stato operato di scoliosi molti anni prima può comprensibilmente associare la comparsa di un nuovo dolore alla vecchia chirurgia.

In realtà le possibili cause sono numerose.

Il dolore può derivare da fenomeni degenerativi comparsi in segmenti della colonna che non erano stati interessati dall’intervento, da alterazioni articolari o discali, da una stenosi vertebrale sviluppatasi nel tempo oppure da un cambiamento dell’equilibrio globale della colonna.

Occorre quindi evitare una conclusione troppo semplice:

Tra il precedente intervento e i sintomi attuali possono esserci decenni di evoluzione della colonna vertebrale.

La domanda corretta diventa piuttosto:

che cosa sta provocando i sintomi oggi?

I segmenti adiacenti alla vecchia artrodesi

Uno degli aspetti da considerare nella valutazione di una colonna già operata riguarda i segmenti vertebrali situati sopra o sotto la precedente artrodesi.

Questi livelli mantengono la loro mobilità e possono andare incontro, nel corso degli anni, a fenomeni degenerativi.

Si parla, in determinate condizioni, di degenerazione del segmento adiacente.

Questo non significa che ogni paziente sottoposto ad artrodesi svilupperà necessariamente un problema né che qualsiasi degenerazione visibile agli esami radiologici richieda un trattamento.

Ancora una volta è fondamentale mettere in relazione le immagini con i sintomi e con la funzionalità della persona.

Una degenerazione radiologica può infatti essere presente senza provocare disturbi significativi, mentre in altri casi può associarsi a dolore, stenosi o compromissione neurologica.

Quando compare una stenosi vertebrale

Con il passare degli anni possono verificarsi modificazioni degenerative che determinano una riduzione dello spazio disponibile per le strutture nervose.

Può quindi comparire una stenosi del canale vertebrale, anche in una zona non interessata dalla precedente correzione della scoliosi.

Il paziente può iniziare ad avvertire dolore agli arti inferiori, formicolii, alterazioni della sensibilità, riduzione della capacità di camminare o, in alcuni casi, perdita di forza.

In una colonna già sottoposta a una chirurgia importante, tuttavia, non è sufficiente individuare una stenosi e considerarla automaticamente responsabile di tutti i sintomi.

Occorre comprenderne il rapporto con la precedente artrodesi, con la deformità residua e con l’equilibrio complessivo della colonna.

L’equilibrio della colonna può cambiare nel tempo

Una scoliosi non è semplicemente una curva osservata frontalmente.

La colonna vertebrale deve mantenere un equilibrio tridimensionale che permetta alla persona di stare in piedi e muoversi con il minor dispendio energetico possibile.

Con l’invecchiamento possono cambiare la qualità dei dischi, la lordosi lombare, l’assetto del bacino e i meccanismi di compensazione utilizzati dall’organismo.

Per questo una correzione che ha garantito per molti anni un buon risultato deve essere interpretata, a distanza di decenni, nel contesto di un organismo che nel frattempo è cambiato.

Alcuni pazienti possono sviluppare progressivamente una tendenza a inclinare il tronco in avanti oppure utilizzare bacino, anche e ginocchia per compensare una perdita dell’equilibrio della colonna.

È il motivo per cui la valutazione moderna di una deformità già operata deve prendere in considerazione l’allineamento globale della colonna e il suo rapporto con il bacino, non soltanto la vecchia curva scoliotica.

Come si studia una scoliosi già operata?

Quando compaiono nuovi sintomi molti anni dopo un intervento, il primo obiettivo non è stabilire immediatamente se sia necessario un nuovo intervento.

Bisogna innanzitutto capire che cosa sia cambiato.

La valutazione parte dalla storia clinica: quando è stato eseguito l’intervento, quale tecnica è stata utilizzata, quali livelli vertebrali sono stati interessati e come si è comportata la colonna negli anni successivi.

Quando disponibili, anche le vecchie radiografie e la documentazione del precedente intervento possono fornire informazioni preziose.

Gli esami attuali permettono poi di valutare non soltanto la zona dolorosa, ma la colonna nel suo insieme, l’allineamento, i segmenti adiacenti alla precedente artrodesi e l’eventuale presenza di stenosi o altre alterazioni.

In alcuni casi possono essere necessari approfondimenti diagnostici specifici.

La questione fondamentale rimane sempre la stessa: individuare quale alterazione radiologica sia effettivamente correlata ai sintomi del paziente.

Un nuovo problema non significa necessariamente un nuovo intervento

Anche quando viene identificata una causa plausibile dei sintomi, la chirurgia non rappresenta automaticamente la soluzione.

Il trattamento dipende dalla natura del problema, dalla sua gravità, dalla presenza o meno di sintomi neurologici e dall’impatto sulla qualità di vita.

In alcuni casi possono essere appropriate strategie conservative e un monitoraggio nel tempo.

In altri, soprattutto quando sono presenti una stenosi significativa, una progressiva perdita dell’equilibrio, una compromissione neurologica o una deformità che determina importanti limitazioni funzionali, può essere necessario valutare una nuova soluzione chirurgica.

Quando può essere necessaria una chirurgia di revisione?

La chirurgia eseguita su una colonna già operata viene comunemente definita chirurgia di revisione.

È un ambito particolarmente complesso della chirurgia vertebrale.

Prima di decidere come intervenire bisogna ricostruire la storia della precedente chirurgia, comprendere quali segmenti siano stati stabilizzati, valutare l’attuale equilibrio della colonna e identificare con precisione l’origine dei nuovi sintomi.

L’obiettivo non è necessariamente “rifare” il vecchio intervento.

A seconda del problema può essere necessario trattare una stenosi, estendere una precedente stabilizzazione, intervenire su segmenti degenerati oppure correggere un problema di equilibrio della colonna.

La strategia deve quindi essere costruita sul singolo paziente.

Perché esperienza e casistica sono particolarmente importanti nelle revisioni

Operare una colonna mai sottoposta a chirurgia e intervenire su una colonna che presenta una precedente artrodesi non sono la stessa cosa.

La presenza di una vecchia stabilizzazione modifica l’anatomia e la biomeccanica della colonna e può rendere la pianificazione più complessa.

La chirurgia delle deformità e soprattutto la chirurgia di revisione richiedono quindi esperienza specifica, una casistica significativa e familiarità con differenti strategie chirurgiche.

Non è sufficiente conoscere una singola tecnica.

Occorre poter valutare approcci differenti e scegliere quello più appropriato in relazione alla deformità, alla precedente chirurgia e alle caratteristiche del paziente.

Nella sua attività di chirurgia vertebrale, il Prof. Roberto Bassani ha maturato una vasta esperienza nel trattamento delle deformità della colonna e dei casi complessi, affiancando all’attività clinica e chirurgica quella scientifica e di formazione sulle tecniche di chirurgia vertebrale.


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E le tecniche mini-invasive?

La chirurgia vertebrale moderna dispone oggi di approcci differenti rispetto a quelli utilizzati molti anni fa.

In pazienti selezionati, alcune problematiche possono essere affrontate attraverso strategie meno invasive o mediante differenti vie di accesso alla colonna.

Tra queste rientrano anche gli approcci anteriori alla colonna lombare, come l’ALIF, quando indicati.

La possibilità di utilizzare una tecnica mini-invasiva in una chirurgia di revisione deve tuttavia essere valutata sulla base dell’anatomia, della precedente artrodesi e degli obiettivi dell’intervento.

Non esiste quindi una tecnica universalmente migliore: esiste la strategia più appropriata per quello specifico problema.


Sono stato operato di scoliosi molti anni fa: quando è opportuno fare una valutazione?

La sola presenza di una vecchia artrodesi per scoliosi non rappresenta di per sé un motivo di preoccupazione.

Una valutazione specialistica diventa invece particolarmente importante quando compaiono sintomi nuovi o progressivi: dolore persistente, difficoltà crescente nel mantenere la posizione eretta, riduzione della capacità di camminare, dolore irradiato agli arti, formicolii, alterazioni della sensibilità o perdita di forza.

È opportuno valutare anche cambiamenti evidenti della postura o una progressiva tendenza a inclinare il tronco.

In questi casi l’obiettivo della visita non è necessariamente arrivare a una nuova indicazione chirurgica.

È prima di tutto comprendere come si è modificata la colonna nel tempo e quale sia oggi l'origine dei sintomi.

Una scoliosi operata continua ad avere una storia

Un intervento per scoliosi può garantire risultati che durano decenni, ma non arresta il naturale processo di cambiamento dell’intera colonna vertebrale.

Per questo, quando un paziente operato molti anni prima sviluppa nuovi disturbi, la valutazione non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sul vecchio intervento.

Bisogna osservare la colonna di oggi, il suo equilibrio, i segmenti che hanno continuato a muoversi e il modo in cui il corpo si è adattato nel tempo.

Solo dopo aver ricostruito questo insieme di elementi è possibile stabilire se il problema possa essere trattato conservativamente oppure se sia necessario prendere in considerazione una chirurgia di revisione.

FAQ

È normale avere dolore molti anni dopo un intervento per scoliosi?

La comparsa di dolore a distanza di molti anni può avere diverse cause e non significa necessariamente che il precedente intervento abbia fallito. Possono essere coinvolti fenomeni degenerativi, segmenti adiacenti all'artrodesi, stenosi o modificazioni dell'equilibrio della colonna.

Una scoliosi operata può peggiorare?

I segmenti stabilizzati dall'artrodesi hanno caratteristiche differenti rispetto a quelli rimasti mobili. Nel corso degli anni la colonna può comunque modificarsi per effetto dell'invecchiamento e dei processi degenerativi. Per stabilire il significato di questi cambiamenti è necessaria una valutazione complessiva.

Una vecchia artrodesi può causare problemi dopo molti anni?

Nei segmenti vicini a una precedente artrodesi possono comparire fenomeni degenerativi. La loro presenza radiologica, tuttavia, non significa automaticamente che siano responsabili dei sintomi o che sia necessario un intervento.

Si può essere operati nuovamente dopo un intervento per scoliosi?

In alcuni casi può essere indicata una chirurgia di revisione. La decisione dipende dalla causa dei sintomi, dalle caratteristiche della precedente chirurgia, dall'equilibrio della colonna e dalle condizioni complessive del paziente.

È sempre necessario rimuovere le vecchie barre o le viti?

No. La necessità di intervenire sui mezzi di sintesi precedentemente impiantati dipende dal problema specifico e dalla strategia chirurgica prevista. Deve essere valutata individualmente.

1 commento


MARCO.CAROS81
3 giorni fa

Bravo DOC!

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