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LA COLONNA VERTEBRALE IN PAROLE SEMPLICI - Ho la scoliosi e faccio sempre più fatica a camminare: può dipendere dalla stenosi?

12 minuti fa
Tempo di lettura: 8 min
In un adulto con scoliosi, una crescente difficoltà a camminare può essere associata a una stenosi lombare, cioè a una riduzione dello spazio disponibile per le strutture nervose. Ma la stenosi non è l'unica possibile causa: anche la progressione della deformità e la perdita dell'equilibrio della colonna vertebrale possono rendere più faticoso stare in piedi e camminare. Quando l'autonomia di marcia si riduce progressivamente, è importante capire quale problema sia presente e quanto contribuisca ai sintomi.

“Scoliosi idiopatica con stenosi e non riesco quasi più a camminare.”

In poche parole questa richiesta descrive una situazione molto diversa dal semplice mal di schiena.

La persona conosce già la propria diagnosi di scoliosi.

Sa che è presente anche una stenosi.

Ma ciò che la preoccupa maggiormente è qualcosa di estremamente concreto:

riesce a camminare sempre meno.

A questo punto la domanda non è più soltanto “quanto misura la mia scoliosi?”.

Diventa:

“Perché faccio così fatica a camminare?”

E per rispondere bisogna comprendere quale ruolo abbiano la scoliosi, la stenosi, le strutture nervose e l'equilibrio complessivo della colonna vertebrale.


Cosa significa avere una scoliosi idiopatica da adulti?

La scoliosi idiopatica viene generalmente diagnosticata durante l'età evolutiva e non è attribuibile a una causa specifica identificabile.

Ma la scoliosi non scompare quando termina la crescita.

Una persona può arrivare all'età adulta con una scoliosi presente da molti anni e attraversare lunghi periodi senza particolari limitazioni.

Con il passare del tempo, però, alla deformità originaria possono aggiungersi i normali processi degenerativi della colonna vertebrale.

Dischi e articolazioni possono modificarsi, alcuni segmenti possono perdere stabilità e gli spazi disponibili per le strutture nervose possono ridursi.

È quindi possibile che una scoliosi conosciuta da decenni assuma nell'età adulta un significato clinico differente.

Per comprendere meglio che cosa significa la diagnosi abbiamo dedicato un approfondimento a “Mi hanno diagnosticato una scoliosi: cosa significa e cosa devo sapere adesso?”.


Che cos'è la stenosi associata alla scoliosi?

La stenosi è un restringimento degli spazi attraverso i quali passano le strutture nervose.

Nella zona lombare può interessare il canale vertebrale o gli spazi attraverso i quali decorrono le radici nervose.

Nell'adulto con scoliosi la situazione può essere particolarmente complessa perché alla deformità possono associarsi:

  • degenerazione dei dischi;

  • artrosi delle articolazioni vertebrali;

  • ispessimento dei legamenti;

  • riduzione dell'altezza dei dischi;

  • restringimento degli spazi per le radici nervose;

  • eventuali fenomeni di instabilità.

Per questo scoliosi e stenosi non devono necessariamente essere considerate due diagnosi completamente separate.

In alcuni pazienti fanno parte dello stesso quadro degenerativo.


Perché con la stenosi faccio sempre più fatica a camminare?

È uno dei sintomi più caratteristici della stenosi lombare sintomatica.

Una persona può riuscire inizialmente a camminare normalmente e, dopo una certa distanza, avvertire:

  • dolore alle gambe;

  • pesantezza;

  • bruciore;

  • formicolio;

  • debolezza;

  • necessità di fermarsi.

Questa riduzione della capacità di camminare può essere collegata alla sofferenza delle strutture nervose durante la stazione eretta e la deambulazione.

Il fenomeno viene definito claudicatio neurogena.

Con il tempo alcune persone riferiscono di riuscire a percorrere distanze progressivamente più brevi.

Non è quindi soltanto importante sapere se il paziente cammina.

Bisogna chiedere:

“Quanto riesce a camminare prima di doversi fermare?”


Perché quando mi siedo o mi piego in avanti sto meglio?

Anche questo può essere un indizio importante.

Nella stenosi lombare i sintomi alle gambe possono peggiorare durante la stazione eretta o camminando e ridursi quando la persona si siede oppure flette il busto in avanti.

La flessione può infatti modificare temporaneamente gli spazi disponibili per le strutture nervose.

Per questo alcune persone con stenosi raccontano di riuscire a camminare più facilmente appoggiandosi al carrello della spesa o inclinando il tronco in avanti.

Ma attenzione:

camminare piegati in avanti non significa automaticamente avere una stenosi.

In una persona con scoliosi dell'adulto può esserci anche un secondo problema: la perdita dell'equilibrio della colonna vertebrale.


Faccio fatica a camminare per la stenosi o per la scoliosi?

È proprio questa una delle domande più importanti.

La difficoltà a camminare può avere origini differenti.

Quando prevale la stenosi

Il paziente può descrivere soprattutto sintomi alle gambe che compaiono o aumentano camminando:

  • dolore;

  • pesantezza;

  • formicolio;

  • bruciore;

  • riduzione della forza;

  • necessità di fermarsi.

Quando prevale la deformità

La persona può invece avere sempre maggiore difficoltà a mantenere il corpo eretto.

Può sentirsi progressivamente inclinata in avanti, affaticarsi rapidamente e utilizzare bacino, anche e ginocchia per compensare la perdita dell'allineamento.

Bassani ha già approfondito questo fenomeno nell'articolo “Perché alcune persone camminano sempre più piegate in avanti?”.

E quando sono presenti entrambi?

È proprio qui che la valutazione diventa più complessa.

Stenosi e deformità possono coesistere.

Il paziente può quindi avere contemporaneamente una compressione delle strutture nervose e un problema di equilibrio della colonna vertebrale.

In questo caso limitarsi a una sola delle due diagnosi può non descrivere completamente il problema.


Perché la scoliosi può diventare più problematica con l'età?

Perché la colonna vertebrale cambia.

Una scoliosi presente da molti anni può associarsi progressivamente a fenomeni degenerativi dei dischi e delle articolazioni.

L'usura non avviene necessariamente in maniera uniforme.

In una colonna già deformata, alcuni segmenti possono essere sottoposti a sollecitazioni differenti.

Nel tempo possono quindi comparire dolore, stenosi, perdita dell'allineamento e una riduzione della capacità di mantenere a lungo la posizione eretta o camminare.

È anche uno dei motivi per cui alcune scoliosi vengono riconosciute o rivalutate soltanto quando la persona è già adulta.


Una scoliosi può peggiorare anche se è presente da molti anni?

Può accadere, ma non significa che tutte le scoliosi siano destinate a peggiorare.

Per comprenderne l'evoluzione è molto utile confrontare esami eseguiti in momenti differenti.

Non viene valutata soltanto l'entità della curva.

Nell'adulto diventano importanti anche:

  • equilibrio complessivo della colonna vertebrale;

  • rapporto tra colonna e bacino;

  • degenerazione dei dischi;

  • stenosi;

  • sintomi neurologici;

  • capacità di stare in piedi;

  • autonomia nella deambulazione.

Per questo la stessa scoliosi può avere un significato clinico molto diverso a 20, 50 o 70 anni.


Come si capisce perché non riesco più a camminare?

Non basta osservare la curva.

E non basta nemmeno trovare la parola “stenosi” in una risonanza magnetica.

La valutazione deve cercare di mettere insieme funzione, sintomi e immagini.

La visita permette di valutare, tra gli altri elementi:

  • forza degli arti inferiori;

  • sensibilità;

  • riflessi;

  • distribuzione del dolore;

  • capacità di mantenere la posizione eretta;

  • caratteristiche della deambulazione.

Le immagini rispondono invece a domande differenti.

La radiografia della colonna vertebrale in posizione eretta permette di studiare deformità e allineamento globale.

La risonanza magnetica permette di valutare canale vertebrale, dischi e strutture nervose.

La TAC, in casi selezionati, può fornire ulteriori informazioni sulle strutture ossee.


Perché è importante valutare la colonna vertebrale in piedi?

Perché una persona non vive sdraiata dentro una risonanza magnetica.

Cammina, sta in piedi e deve mantenere il corpo in equilibrio contro la gravità.

Per questo, soprattutto nelle deformità dell'adulto, è importante osservare come la colonna vertebrale si comporta sotto carico.

Le immagini in posizione eretta permettono di valutare non soltanto la scoliosi frontalmente, ma anche il profilo sagittale e il rapporto tra colonna vertebrale e bacino.

Sistemi di imaging avanzato possono inoltre permettere di analizzare l'allineamento globale e i meccanismi di compenso.

Quando il problema principale è “non riesco più a camminare”, studiare soltanto la curva non è sufficiente.


Se riesco a camminare solo pochi metri significa che devo essere operato?

Non automaticamente.

Ma una perdita importante e progressiva dell'autonomia nella deambulazione merita una valutazione accurata.

L'indicazione chirurgica non dipende da un singolo sintomo o da una singola immagine.

Devono essere considerate:

  • causa della limitazione;

  • intensità e durata dei sintomi;

  • eventuali deficit neurologici;

  • grado di compressione delle strutture nervose;

  • caratteristiche della deformità;

  • equilibrio della colonna vertebrale;

  • risposta ai trattamenti conservativi;

  • condizioni generali della persona.

Bassani approfondisce questo passaggio nell'articolo “Stenosi del canale lombare: quando la chirurgia vertebrale è necessaria”.


Se ho scoliosi e stenosi basta “liberare i nervi”?

Non esiste una risposta uguale per tutti.

Ed è probabilmente uno dei punti più importanti quando stenosi e deformità sono presenti contemporaneamente.

In alcuni casi il problema predominante può essere una compressione neurologica localizzata.

In altri la stenosi può inserirsi in una situazione più complessa, nella quale sono presenti deformità, instabilità o perdita dell'equilibrio.

Prima di decidere il trattamento è quindi necessario chiedersi:

la stenosi è un problema isolato oppure fa parte di una deformità che deve essere considerata nel suo insieme?

Una decompressione delle strutture nervose e un intervento di correzione di una deformità sono procedure con obiettivi e implicazioni molto differenti.

La scelta non dovrebbe partire dalla tecnica.

Dovrebbe partire dal problema che deve essere risolto.


Una scoliosi importante deve sempre essere completamente corretta?

No.

La moderna chirurgia delle deformità vertebrali non consiste semplicemente nel cercare di ottenere una colonna perfettamente diritta.

La strategia deve considerare età, anatomia, equilibrio, qualità dell'osso, flessibilità della deformità, strutture nervose e obiettivi funzionali.

Bassani ha approfondito l'evoluzione di questo approccio nell'articolo “Come è cambiata la chirurgia della scoliosi negli ultimi 20 anni”.

L'obiettivo non è quindi correggere una radiografia.

È individuare quanto sia necessario trattare per migliorare il problema clinico preservando, quando possibile, funzione ed equilibrio.


Scoliosi, stenosi e difficoltà a camminare: quale problema bisogna trattare?

Quando una persona dice:

“Ho una scoliosi, una stenosi e non riesco quasi più a camminare”

ha già fornito tre informazioni.

Ma manca quella decisiva:

perché non riesce più a camminare?

È principalmente la compressione delle strutture nervose?

È la deformità che rende sempre più difficile mantenere il corpo in equilibrio?

Sono presenti entrambe?

Esistono altri problemi che contribuiscono alla limitazione?

La risposta non arriva semplicemente leggendo il nome delle patologie.

Nasce dal confronto tra storia clinica, esame neurologico, capacità funzionale e imaging della colonna vertebrale nel suo insieme.

Perché nella chirurgia delle deformità dell'adulto il punto non è soltanto capire quanto sia curva la colonna vertebrale.

È capire come quella colonna permette alla persona di stare in piedi, camminare e vivere la propria quotidianità.


FAQ – Scoliosi, stenosi e difficoltà a camminare

La scoliosi può causare difficoltà a camminare?

Nei casi più complessi una scoliosi dell'adulto può associarsi a perdita dell'equilibrio della colonna vertebrale, degenerazione e stenosi, contribuendo a ridurre la capacità di stare in piedi e camminare.

Perché con la stenosi riesco a camminare sempre meno?

La stenosi lombare può comprimere le strutture nervose e provocare dolore, pesantezza, formicolio o debolezza alle gambe durante la deambulazione. In alcuni pazienti questo riduce progressivamente la distanza percorribile.

Perché con la stenosi sto meglio quando mi siedo?

In alcuni tipi di stenosi lombare la flessione del busto può aumentare temporaneamente lo spazio disponibile per le strutture nervose e ridurre i sintomi.

Scoliosi e stenosi possono essere presenti contemporaneamente?

Sì. Nell'adulto i fenomeni degenerativi associati alla scoliosi possono accompagnarsi a un restringimento degli spazi per le strutture nervose.

Come si capisce se la difficoltà a camminare dipende dalla stenosi o dalla scoliosi?

È necessario confrontare caratteristiche dei sintomi, esame neurologico, deambulazione e immagini. Radiografie in piedi e risonanza magnetica forniscono informazioni differenti e complementari.

Se riesco a camminare solo pochi metri devo essere operato?

Non necessariamente, ma una riduzione importante o progressiva della capacità di camminare richiede una valutazione specialistica per individuarne la causa e stabilire il trattamento appropriato.

Se ho scoliosi e stenosi basta operare la stenosi?

Dipende dal singolo caso. È necessario stabilire se la stenosi sia un problema isolato oppure faccia parte di una deformità associata a instabilità o perdita dell'equilibrio della colonna vertebrale.


APPROFONDIMENTI - CHIRURGIA VERTEBRALE

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