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Sono stato operato per la sciatica ma il dolore non è passato: cosa può essere successo?

8 ore fa
Tempo di lettura: 7 min
La persistenza o il ritorno della sciatica dopo un intervento alla colonna vertebrale non significa necessariamente che l'intervento non abbia funzionato. Il dolore può dipendere da situazioni differenti e, soprattutto quando i sintomi stanno peggiorando, è importante capire quale struttura sia oggi responsabile del problema. La visita, confrontata con gli esami eseguiti prima e dopo l'intervento, permette di valutare se esista ancora una compressione nervosa, se siano intervenute modificazioni della colonna vertebrale o se il dolore abbia un'origine differente.


“Sono già stato operato per il nervo sciatico, ma il dolore non è passato. Anzi, sta peggiorando.”

È una situazione che comprensibilmente genera preoccupazione.

Dopo essersi sottoposti a un intervento alla colonna vertebrale ci si aspetta che il dolore alla gamba diminuisca o scompaia. Quando questo non accade, oppure quando dopo un periodo di miglioramento il dolore ritorna, è naturale chiedersi:

“Perché ho ancora la sciatica?”

La risposta non è uguale per tutti.

Prima di pensare a un nuovo trattamento bisogna capire che cosa sta provocando oggi il dolore.

Prima di tutto: cosa intendiamo per “nervo sciatico”?

Quello che comunemente chiamiamo “nervo sciatico” nasce dall'unione di diverse radici nervose provenienti dalla zona lombare e sacrale.

Quando una di queste radici viene irritata o compressa, il dolore può partire dalla zona lombare o dal gluteo e irradiarsi lungo la gamba.

Possono essere presenti anche:

  • formicolio;

  • bruciore;

  • alterazioni della sensibilità;

  • sensazione di scossa;

  • debolezza;

  • perdita di forza.

Per questo parlare genericamente di “problema al nervo sciatico” descrive bene ciò che percepisce il paziente, ma non identifica ancora la causa.

Un'ernia del disco è una delle possibili cause, ma non è l'unica.

Perché posso avere ancora sciatica dopo un intervento?

Esistono diverse possibilità.

La prima distinzione importante riguarda quando si presenta il dolore.

In alcune persone il dolore alla gamba persiste dopo l'intervento.

In altre diminuisce inizialmente e ricompare successivamente.

In altre ancora il dolore cambia caratteristiche o distribuzione.

Sono situazioni differenti e non dovrebbero essere interpretate nello stesso modo.

Per comprenderle è necessario conoscere:

  • quale problema era stato diagnosticato;

  • quale livello della colonna vertebrale era coinvolto;

  • quale intervento è stato eseguito;

  • quali sintomi erano presenti prima;

  • come sono cambiati dopo l'intervento;

  • quali sintomi sono presenti oggi.

Il punto di partenza non è stabilire se l'intervento precedente sia stato “giusto” o “sbagliato”.

Il punto è capire perché il paziente presenta oggi quei sintomi.

Se il dolore non è mai scomparso, cosa bisogna controllare?

Quando la sciatalgia persiste è necessario verificare innanzitutto se i sintomi attuali corrispondano ancora al territorio della radice nervosa originariamente coinvolta.

La valutazione clinica considera distribuzione del dolore, sensibilità, forza e riflessi.

Gli esami di imaging possono poi aiutare a comprendere la situazione anatomica.

Una risonanza magnetica mostra infatti strutture che la sola descrizione del dolore non può mostrare.

Ma vale anche il contrario:

la risonanza mostra l'anatomia, mentre la visita deve stabilire se ciò che appare nelle immagini spiega realmente i sintomi.

È lo stesso principio che vale quando nella risonanza vengono descritte alterazioni a più livelli della colonna vertebrale: non tutte sono necessariamente responsabili del dolore.

Se il dolore era passato e poi è tornato?

Anche questa informazione è importante.

Un periodo di miglioramento seguito dal ritorno della sintomatologia rappresenta una situazione diversa rispetto a un dolore che non è mai cambiato dopo l'intervento.

Occorre quindi ricostruire:

Quanto è durato il miglioramento?

Il dolore è tornato nello stesso punto?

Segue lo stesso percorso lungo la gamba?

Sono comparsi formicolio o perdita di sensibilità?

È comparsa debolezza?

Il nuovo dolore è uguale a quello precedente oppure diverso?

Questi elementi aiutano a stabilire quali approfondimenti siano necessari.

Il problema può essere a un altro livello della colonna vertebrale?

Sì, è possibile.

La colonna vertebrale lombare comprende diversi segmenti e nel tempo possono essere presenti alterazioni discali a più livelli.

Una risonanza può, per esempio, mostrare modificazioni in L2-L3, L3-L4, L4-L5 oppure L5-S1.

Ma trovare più dischi alterati non significa che tutti siano responsabili dei sintomi.

È necessario individuare quale livello, se presente, corrisponda alla situazione clinica attuale.

Proprio per questo è importante distinguere ciò che viene descritto nel referto da ciò che sta effettivamente provocando i sintomi.

Potrebbe non essere un'ernia?

Sì.

Un dolore irradiato alla gamba può essere associato anche ad altre condizioni della colonna vertebrale.

Una di queste è la stenosi lombare, cioè una riduzione dello spazio disponibile per le strutture nervose.

La stenosi può provocare dolore, pesantezza, formicolio o debolezza alle gambe, soprattutto durante la deambulazione.

In alcuni pazienti la caratteristica principale non è quindi soltanto il dolore, ma la progressiva riduzione della distanza che riescono a percorrere.

Esistono inoltre altre possibili cause vertebrali e non vertebrali di dolore alla gamba.

Per questo “ho ancora la sciatica” non è una diagnosi sufficiente per stabilire un trattamento.

Quanto tempo può impiegare un nervo a recuperare?

È una domanda molto frequente.

La scomparsa della compressione non implica necessariamente che tutti i sintomi scompaiano nello stesso momento.

Dolore, alterazioni della sensibilità e deficit di forza sono manifestazioni differenti e possono avere tempi di recupero differenti.

La durata e l'entità della sofferenza nervosa precedente all'intervento possono inoltre influire sull'evoluzione.

Per questo non esiste un numero di giorni o settimane valido per tutti.

Ciò che conta è soprattutto come stanno evolvendo i sintomi.

Un dolore progressivamente in diminuzione è una situazione.

Un dolore stabile e persistente è un'altra.

Un quadro che sta peggiorando richiede invece una nuova valutazione.

Se la sciatica sta peggiorando, cosa bisogna valutare?

Il peggioramento è un'informazione clinica importante.

Bisogna capire se stia aumentando soltanto il dolore oppure se siano comparsi anche nuovi sintomi neurologici.

Particolare attenzione meritano:

  • perdita di forza;

  • crescente difficoltà a muovere il piede o la gamba;

  • alterazioni importanti della sensibilità;

  • difficoltà progressiva a camminare;

  • cambiamenti significativi rispetto alla situazione precedente.

In presenza di nuovi o progressivi deficit neurologici è opportuno ottenere una valutazione medica tempestiva.

Perché è utile confrontare gli esami precedenti con quelli attuali?

Perché una singola immagine fotografa la colonna vertebrale in un determinato momento.

Quando il paziente è già stato sottoposto a un intervento, poter ricostruire la situazione precedente permette di capire molto di più.

Sono particolarmente utili, quando disponibili:

  • risonanza magnetica precedente all'intervento;

  • referti radiologici;

  • documentazione relativa all'intervento eseguito;

  • eventuali immagini successive;

  • nuovi esami effettuati dopo la comparsa o il peggioramento dei sintomi.

Il confronto permette di comprendere che cosa è cambiato nel tempo.

E questa informazione può essere più significativa della semplice lettura dell'ultima risonanza.

Se il dolore non passa significa che devo essere operato nuovamente?

No.

La persistenza del dolore non rappresenta automaticamente un'indicazione a un nuovo intervento.

Prima bisogna individuarne la causa.

Se viene identificata una compressione nervosa coerente con i sintomi, si valuterà quale trattamento sia appropriato.

Se invece le immagini non spiegano il quadro clinico, è necessario continuare a cercare la causa prima di prendere decisioni chirurgiche.

Anche nel trattamento dell'ernia lombare, infatti, la presenza dell'ernia non equivale automaticamente alla necessità di operare.

E se fosse necessario un trattamento chirurgico?

Anche in questo caso la domanda non dovrebbe essere immediatamente:

“Quale tecnica si può utilizzare?”

Prima bisogna stabilire:

Qual è il problema anatomico?

Quale struttura nervosa è coinvolta?

A quale livello?

Esiste una compressione che corrisponde ai sintomi?

Qual è l'obiettivo del trattamento?

Soltanto dopo si può valutare quale procedura sia più appropriata.

Oggi la chirurgia vertebrale dispone anche di procedure mini-invasive utilizzabili in pazienti e patologie selezionati, ma non esiste una tecnica migliore indipendentemente dal problema da trattare.

Sono già stato operato e sto peggiorando: da dove bisogna ripartire?

Dalla diagnosi.

Può sembrare paradossale perché una diagnosi era già stata formulata prima dell'intervento.

Ma quando la situazione clinica cambia, anche la domanda deve cambiare.

Non basta sapere:

“Per cosa sono stato operato?”

Bisogna capire:

“Che cosa sta causando i miei sintomi oggi?”

Per rispondere è necessario mettere insieme la storia dell'intervento precedente, l'evoluzione dei sintomi, l'esame clinico e le immagini disponibili.

Soltanto dopo è possibile stabilire se sia necessario un nuovo trattamento e quale possa essere il più appropriato.

Perché il dolore che continua dopo un intervento non indica da solo quale sia la soluzione.

Indica che bisogna comprenderne nuovamente la causa.

FAQ – Sciatica che persiste dopo un intervento

Perché ho ancora la sciatica dopo essere stato operato?

Le possibili spiegazioni sono diverse. È necessario valutare come sono cambiati i sintomi, quale intervento sia stato eseguito e se le immagini attuali mostrino una situazione coerente con il dolore.

È normale avere ancora dolore al nervo dopo l'intervento?

Il recupero neurologico può richiedere tempo e sintomi differenti possono evolvere in modo diverso. È importante valutarne l'andamento e distinguere un progressivo miglioramento da una situazione stabile o in peggioramento.

Se la sciatica era passata e poi è tornata cosa significa?

È necessario stabilire se il nuovo dolore abbia le stesse caratteristiche del precedente e verificare la situazione attuale della colonna vertebrale. Il ritorno del dolore, da solo, non identifica la causa.

Il dolore alla gamba può dipendere da un altro livello?

Sì. Possono essere presenti alterazioni a più livelli lombari. La visita e gli esami servono a individuare quale livello sia eventualmente correlato ai sintomi.

La stenosi può provocare sintomi simili alla sciatica?

Una stenosi lombare può provocare dolore, formicolio, pesantezza o debolezza agli arti inferiori, spesso associati a una riduzione della capacità di camminare.

Se sto peggiorando devo fare una nuova risonanza?

La necessità e il tipo di nuovi esami devono essere stabiliti sulla base della situazione clinica. In un paziente già operato è particolarmente utile poter confrontare gli esami attuali con quelli precedenti.

Se ho ancora dolore devo essere operato di nuovo?

Non necessariamente. Prima di prendere in considerazione un nuovo trattamento chirurgico bisogna identificare la causa attuale dei sintomi.

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